Giovanni Maiani



Lettera del mese di maggio 2012. Il mio nuovo libro “ A Trieste aspettando il mio eroe”.


L’editore mi ha consegnato il testo sul mio eroe scomparso alla fine del 1943. Lui restava a Fiume noi ci andavamo a rifugiare nel ferrarese, nel paese di mia madre.
Il suo capitano dopo l’8 settembre 1943 aveva detto ai suoi uomini: “ Siamo senza ordini, senza comandanti; ma qui ci sono migliaia di cittadini italiani che non se ne vogliono andare. Abbiamo il dovere di difenderli. A giorni arriveranno i tedeschi. Più in là forse arriveranno gli slavi. Vi lascio libertà di coscienza; chi vuole andare a casa vada, chi vuole restare resti. Come vi ho già detto chi dopo la guerra vorrà tornare fra noi venga al paese X. Là daremo vita al nostro villaggio”:
Il capitano e molti altri oggi hanno figli e nipoti che vivono al paese X.
Mio padre non é andato là, né è venuto da noi, né ha fatto ritorno in Sicilia da sua madre.
Da allora l’ho aspettato e l’ho cercato.
Solo pochi mesi fa un amico esperto dei luoghi del territorio di Fiume ha ricostruito il luogo, il giorno e l’ora in cui mio padre ha perso la vita nel tentativo di fuggire ai partigiani slavi guidando i suoi uomini verso Trieste.
In questo mese di maggio, alla Comunità degli Italiani di Fiume, verrà presentato il libro dedicato a mio padre grazie alla collaborazione dell’editore che mi ha dato questa opportunità: di rendere omaggio a mio padre, sul posto dove è caduto dopo quasi 70 anni.
Finalmente riuscirò ad onorare la sua morte, il suo sacrificio per i fiumani e per i suoi soldati.


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@2006-2011 Giovanni Maiani - Aggiornato il 26 luglio 2011