Giovanni Maiani



E’ ora di cambiare pagina!


E’ ora di cambiare pagina. Mi sono dimenticato che il tempo scrive di sé e solo di se medesimo. Noi, o ne siamo dentro o ne siamo fuori.
Ma se ciò è vero è altresì vero che senza la presenza umana il tempo è vuoto. Non ha riferimento se non con l’astratto vuoto, di sé e di tutte le cose.
E allora facciamo i conti con noi stessi. Mai come oggi ciò + necessario ancje se è difficile rispondere ala domanda: ma ne vale la pena?
Il tempo è vuoto. L’ uomo é vuoto di sé!
Mai, forse, come in questa stagione c’è tanto dell’uomo, del suo passato, del suo presente e del suo futuro, ma nel contempo si avverte la sua inutilità.
Sembra che tutto avvenga senza il giudizio, il senso, la misura, la valutazione dell’uomo. Insomma il perché non esiste più!
Eppure ne succedono di cose, gli eventi sembrano infiniti, ne accadono ogni minuto, ma ogni minuto brucia l’altro, il successivo.
Una rapidità di accadimento e di evanescenza e di dissoluzione istantanee, talché è il minuto secondo quello che misura la durata, l’età, la ragione di ogni cosa o la fatalità e l’accadimento delle ricede umane, la loro nascita e il loro morire.
E però, grazie a Dio, ci sono voci, presenze che si inseriscono nel cammino del vuoto umano e ci mettono delle pezze reali, degli stop, dei “ fermati e ascolta”!
Quello che atterrisce e sconvolge uno come me, ad esempio, è il nulla, il non senso che si dà alla sorte di chi insiste a chiamarsi uomo!
Meglio sarebbe dire mezzo, non uomo, perché l’uomo contiene in sé la finalità.
Il mezzo è il fatto materiale, l’immaginwe fisica di sé e “ delle cose che da esso iniziano e in esso mezzo si esautiscno”,
Insomma qusta mia è solo una piccola copia della predica di vita e di morte che i soggetti addetti alla comunicazione e alla conoscenza ci attribuiscono Tutto asettico. Tutto astruso, ma è tutto quello che c’è e che passa “Il re dei re”.
Questa pseudo filosofia dell’uomo come mezzo ha fatto tabula rasa di ragione, di credo, di amore, di fiducia e affidabilità.
I valori più alti, morali e celestiali, elevati dall’uomo all’esasperazione di sé, si sono come rarefatti e volatilizzati nell’aria come fumi leggeri, come il residuo di un fuoco che ha bruciato la vita umana e la sua affermazione esistenziale.
Tutto come il vento è volato via. Noi non siamo più. Siamo oltre il finito…


Fino al giorno 11.11.2012 sono passati in 25000
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@2006-2012 Giovanni Maiani - Aggiornato il 03 settembre 2012